Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Maserati
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwewMaserati è un'mwfaazienda mwfqitaliana produttrice di mwfgautomobili sportive di lusso.

Fondata a mwgaBologna il 1º dicembre 1914 da mwgqAlfieri Maserati, produce automobili dal 1926; la direzione è stata spostata nel 1939 a Modena dopo l'acquisto dell'azienda da parte dell'imprenditore modenese mwggAdolfo Orsi, tuttora sede del marchio. Dal 1968 al 1975 è stata di proprietà della casa francese mwgwCitroën per poi essere acquisita dal pilota e industriale mwhaAlejandro de Tomaso. Nel 1993 passò al mwhqGruppo Fiat, che le permise di collaborare con il marchio mwhgFerrari. Dopo la fusione tra il mwhwFCA e mwiaPSA appartiene al comprensorio mwiqStellantis dal 2021.

La casa ha partecipato a numerose competizioni tramite la divisione sportiva mwiwMaserati Corse, correndo inizialmente nella mwjaFormula Grand Prix, poi in mwjqFormula 1, dove ha vinto due campionati del mondo piloti, ma anche nelle gare di mwjgEndurance. Dopo una crisi finanziaria, la squadra non ha più gareggiato all'interno di nessun campionato ufficiale fino al 2004, quando si iscrisse al mwjwFIA GT, guadagnando sei titoli mondiali nella classe GT1. Dal 2022 è impegnata in mwkaFormula E e dal 2024 in GT2.

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Storia

Gli inizi

La storia della Maserati inizia il 1º dicembre 1914 a mwlqBologna, quando il pilota mwlgAlfieri Maserati fondò un'officina specializzata nell'elaborazione di vetture mwlwIsotta Fraschini assieme ai fratelli mwmaErnesto ed mwmqEttore. Durante la mwmgPrima Guerra Mondiale, Alfieri progettò una mwmwcandela d'accensione per motori, per la quale nascerà a mwnaMilano la “Fabbrica Candele Maserati”, che verrà poi spostata a Bologna nel 1919. Successivamente si concentrò sul mondo delle corse assieme al fratello Ernesto, ottenendo numerosi titoli in gare di notevole importanza per l'epoca come il mwnqMugello, l'mwngAosta-Gran San Bernardo e la mwnwSusa-Moncenisio a bordo delle vetture da loro elaborate.

Nel 1922 i mwoqfratelli Maserati ricevettero l'incarico di dirigere l'attività sportiva della casa torinese mwogDiatto con Alfieri come pilota principale, ma dopo soli tre anni, a causa dei debiti, la casa piemontese si ritirò dalle competizioni.

La prima vettura a marchio Maserati fu la mwpaTipo 26 del 1926, una vettura da corsa derivata dalla Diatto 30 Sport, equipaggiata con un nuovo motore 1.5 a mwpqotto cilindri in linea da 120 mwpgCV. Fece il suo debutto nelle competizioni alla mwpwTarga Florio del 1926, ottenendo la vittoria di classe e la nona posizione assoluta. Nello stesso anno, mwqaMario Maserati, l'unico dei fratelli che aveva preferito la carriera artistica a quella automobilistica, disegnò il celebre logo del mwqqTridente, ispirato alla mwqgfontana del Nettuno a mwqwBologna.

Negli anni successivi, Maserati si affermò nelle corse automobilistiche, ottenendo successi significativi come la Coppa dell'Etna nel 1928 e la prima storica vittoria internazionale nel 1929 al mwrqGran Premio di Tripoli, con la mwrgTipo V4 16 cilindri guidata da mwrwBorzacchini, che nei 10 km lanciati di mwsaCremona fece registrare il nuovo mwsqrecord mondiale di velocità, con 247,933 km/h. Tuttavia, nel 1932, Alfieri perse la vita a causa dei traumi subiti in un incidente automobilistico di 5 anni prima e Ernesto abbandonò la carriera di pilota per occuparsi della parte tecnica dell'azienda insieme a mwsgEttore, mentre mwswBindo, il secondogenito dei fratelli Maserati, ne divenne il presidente.

La gestione Orsi

Dopo pochi anni dalla morte di Alfieri il peso finanziario e la gestione della fabbrica diventarono insostenibili per i fratelli Maserati. Così nel 1937 cedettero l'attività all’imprenditore modenese mwtgAdolfo Orsi, rimanendo però consulenti tecnici. Nel 1939 Orsi trasferì la produzione da Bologna a mwtwModena, tuttora sede del marchio. Verso la fine degli anni Trenta, la casa del tridente sviluppò la mwua8CTF, una monoposto grazie alla quale conquistò due vittorie consecutive alla mwuq500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e nel 1940, che ad oggi è l'unica vettura italiana ad aver compiuto l'impresa.

Con il termine della mwuwseconda guerra mondiale, la casa modenese realizzò la prima vettura stradale, una coupé disegnata da mwvaPininfarina dotata di un motore a sei cilindri in linea denominata mwvqMaserati A6, prodotta in numerose varianti dal 1947 al 1956, sia stradali che sportive. Nello stesso anno terminò il contratto dalla durata di dieci anni che permetteva ai fratelli Maserati di restare nell'azienda, così fondarono per conto proprio un'officina volta alla produzione di vetture da competizione, la mwvgOSCA, che negli anni successivi vinse alcuni mwvwGran Premi e partecipò alla mwwaFormula 1.

Nel 1957 entra in produzione la mwxw3500 GT, GranTurismo stradale progettata dall'ingegner mwyaGiulio Alfieri, vettura con un nuovo propulsore a sei cilindri in linea che fece aumentare nettamente la produzione Maserati. Da essa ne derivò una vettura più potente, la mwyq5000 GT, di cui fu realizzata una versione speciale per lo mwygScià di Persia mwywReza Pahlavi. Nel 1962 è il turno della mwzaSebring, coupé sportiva con un sei cilindri, mentre l'anno successivo nascono due importanti modelli, la mwzqQuattroporte, la prima berlina di lusso ad alte prestazioni di sempre capostipite di una lunga serie arrivata fino ai giorni nostri, e la mwzgMistral, disegnata da mwzwPietro Frua per sostituire la 3500 GT. Un'altra coupé nata sotto la direzione Orsi è la mwaaMexico del 1966, nominata in tal modo a causa della vittoria della mwaqCooper T81 con motore Maserati al mwagGran Premio del Messico 1966 di mwawFormula 1. L'ultima vettura progettata sotto la direzione Orsi fu la mwbaGhibli, un'auto che sin dalla sua presentazione nel 1967 riscosse un notevole successo grazie al suo design, ad opera di mwbqGiorgetto Giugiaro.

I successi nelle competizioni

Successivamente Maserati fece il suo ritorno nelle competizioni riammodernando la mwdg4CL, vettura che negli anni Quaranta vinse sei gare nella classe mwdwvoiturette, Il risultato fu il modello mwea4CLT/50, introdotto nell'anno inaugurale del mweqCampionato del mondo di Formula 1 del 1950. Tra il 1954 e il 1960 Maserati partecipò all'interno della mwegFormula 1 con la mwew250F, dotata di un motore 6 cilindri da 240 cavalli, debuttò al mwfaGran Premio d'Argentina 1954 vincendo la gara con mwfqJuan Manuel Fangio, che fece suo anche il mwfgGran Premio del Belgio prima di passare alla scuderia mwfwMercedes. I punti ottenuti con le due squadre permisero al pilota italo-argentino di conquistare il Titolo Mondiale Piloti. L'anno successivo mwgaFangio colse quattro successi compreso l'incredibile mwgqGP di Germania, che fu successivamente soprannominato come mwggla gara del secolo, e si laureò campione del mondo per la quinta volta.

Oltre alla Formula 1, la Maserati gareggiava anche nelle mwhagare di durata: nel 1953 presentò la mwhqA6GCS/53, una mwhgbarchetta che trionfò nella mwhwMille Miglia, nella mwiaTarga Florio e dominò nel campionato 2 litri Sport. Di questa vettura ne furono realizzate 4 in versione mwiqberlinetta dalla mwigCarrozzeria Pininfarina, definita sessant'anni dopo mwiwl'auto del centenario Maserati dai cultori del marchio e dalla casa madre, durante i festeggiamenti dei cento anni Maserati nel 2014. Nel 1955 la scuderia presenta la mwja300S, derivata dalla 250F della F1, che ha gareggiato nel mwjqcampionato mondiale sport prototipi dal 1955 al 1958 vincendo alla mwjg1000 km del Nürburgring nel 1956 e ottenendo il secondo posto nel mondiale marche. Verso la fine degli anni '60 nacque la mwjwTipo 60, che è stata protagonista nelle gare di resistenza, come alla mwka24 Ore di Le Mans e alla mwkq12 Ore di Sebring, pur non conquistando la vittoria. Fu conosciuta con il nome "Birdcage" a causa del suo particolare telaio formato da tralicci intrecciati ed ebbe tre eredi, la mwkgTipo 61, mwkw63 e mwla64, ma successivamente fu costretta a ritirarsi dal mondo delle competizioni a causa di una crisi finanziaria.

Il passaggio a Citroën

Nonostante i successi sportivi e le buone vendite delle vetture stradali, la casa modenese si trovò nuovamente in crisi a causa di alcuni debiti di Orsi, che per evitarne il fallimento, nel 1968 cedette l'azienda alla mwnaCitroën, rimanendone il presidente nominale. La relazione tra le due case iniziò come una mwnqjoint venture, in cui Maserati avrebbe progettato e prodotto un motore per l'ammiraglia di Citroën chiamata mwngSM. Lanciata nel 1970, la SM era un coupé a quattro posti a trazione anteriore, equipaggiata con un motore Maserati mwnwV6. Il primo progetto sotto la direzione francese è stata l'mwoaIndy del 1969, una GT a quattro posti carrozzata da mwoqVignale con un propulsore mwogV8, ne furono realizzati 1.100 esemplari. Fu poi creata la mwowBora nel 1971, la prima automobile stradale Maserati a mwpamotore centrale, dotata di sospensioni indipendenti a quattro ruote. L'anno seguente, partendo dalla Bora come base fu creata la mwpqMerak, utilizzando però un meno potente V6 derivato dalla Citroën SM. La sostituta della riuscita Ghibli fu la mwpgKhamsin, disegnata da mwpwBertone nel 1973, una granturismo a motore anteriore. L'ultima creazione sotto la proprietà della casa francese fu la seconda generazione di mwqaQuattroporte, unica Maserati mai prodotta a trazione anteriore, equipaggiata con il V6 della SM, non entrò mai in produzione eccetto alcuni prototipi, dato che l'azienda era stata fortemente indebolita a causa della mwqqcrisi petrolifera del 1973, evento che portò la Citroën a porre l'azienda in mwqgliquidazione nel 1975. Infatti, la domanda di vetture sportive e gran turismo è diminuita drasticamente a causa dei costi di mantenimento, l'unica automobile Maserati che ha continuato a vendere in quantità apprezzabili è stata la Merak grazie alla piccola cilindrata. Citroën invece è andata in bancarotta e iniziò il processo di incorporazione nella mwqwPSA Peugeot Citroën.

L'epoca de Tomaso

L'8 agosto 1975, la proprietà di Maserati passò da Citroën alla società statale italiana mwrgGEPI mentre mwrwAlejandro de Tomaso, ex pilota automobilistico e proprietario dell'mwsaomonima azienda, ne divenne il presidente. Dopo l'acquisizione totale di Maserati da parte di de Tomaso nell'agosto 1975, licenziò l'ingegnere Alfieri il giorno stesso, il quale si era opposto al suo primo tentativo di acquisizione della casa modenese nel 1968.

A partire dal 1976, furono introdotti nuovi modelli, che condividevano la struttura ma non i motori delle auto De Tomaso; la prima fu la gran turismo mwtwKyalami, derivata dalla mwuaDe Tomaso Longchamp, alimentata dal V8 Maserati. Successivamente fu sviluppata la mwuqterza generazione di Quattroporte, basata sulla mwugDe Tomaso Deauville,venduta a partire dal 1979. Nel 1976 fu introdotta la mwuwBiturbo, vettura che doveva essere il modello dei grandi numeri: grazie al mwvaprezzo competitivo (poco più di 22 milioni di mwvqLire al lancio) era prevista una produzione di almeno mwvg5 000 esemplari all'anno. L'obiettivo non fu subito raggiunto a causa dei problemi di affidabilità generati dall'incompleto sviluppo della vettura per accelerarne i tempi di commercializzazione. Il punto forte della Biturbo era il suo motore V6 dotato di due mwvwturbocompressori, il primo per un'auto di serie. La famiglia Biturbo ebbe un grande successo nonostante i problemi iniziali, vendendo circa mwwa40 000 unità.

Nel corso degli anni furono lanciate nuove auto basate sulla Biturbo. Nel 1983 e 1984, la gamma si ampliò per includere berline (la mwwg425 e la mwww420) e una cabriolet, la mwxaSpyder, carrozzata da mwxqZagato. Nello stesso anno fu introdotta la mwxg228, una coupé con una nuova versione da 2,8 litri del V6 biturbo, mentre la Quattroporte III fu rinnovata con una versione ancora più lussuosa denominata Royale, costruita su ordinazione in pochi esemplari. Nel 1988 arrivò la mwxwKarif, una due posti, basata sul telaio della Spyder a passo corto prodotta in soli 221 esemplari. Nel frattempo, il nome Biturbo fu completamente abbandonato per distaccarsi dai problemi di affidabilità che caratterizzavano i primi esemplari, mentre le coupé e le berline aggiornate presero la denominazione di 222 e 422. Il 1989 segnò la reintroduzione di una gran turismo a otto cilindri, la mwyaShamal, costruita su un telaio Biturbo a passo corto modificato, rivestita da una nuova carrozzeria muscolosa progettata da mwyqMarcello Gandini. Era alimentata da un nuovo motore V8 biturbo accoppiato a un cambio a 6 marce.

L'accordo con Chrysler

Nel 1984, la mwzaChrysler acquistò una quota del 5% in Maserati. In seguito a un accordo tra De Tomaso e il capo della Chrysler, mwzqLee Iacocca, fu firmata una mwzgjoint venture. Maserati avrebbe prodotto un'auto per l'esportazione verso il mercato americano, la mwzwChrysler TC by Maserati, con motori provenienti dalla Chrysler ma assemblata in Italia negli stabilimenti della casa modenese. A causa della brutta immagine che si era creata del marchio del tridente negli Stati Uniti derivata dai problemi di affidabilità delle prime Biturbo ne furono realizzati pochi esemplari.

Gli anni '90

Nei primi anni '90 fu sviluppata un'auto sportiva a motore centrale, la mw0gChubasco, che avrebbe dovuto debuttare nel 1992. Presentava una carrozzeria progettata da Gandini, un propulsore V8 e un telaio a trave centrale. Il progetto fu cancellato in quanto si rivelò troppo costoso. A partire dal 1990, l'intera gamma della Biturbo ricevette un restyling, seguendo lo stile della Shamal. L'ultima versione della coupé Biturbo fu chiamata mw0wRacing, un modello di transizione grazie al quale sperimentarono alcune caratteristiche presenti sull'erede mw1aGhibli, che fu presentata nel 1992. Era una coupé a sei cilindri, basata sulla Biturbo ma con una nuova carrozzeria di Gandini e l'ultima evoluzione del V6 biturbo. Le basi ancora inedite della Chubasco diedero vita alla mw1qBarchetta, vettura con il compito di riprendere lo spirito delle gloriose mw1gbarchette del passato ed essere prodotta in circa 30 esemplari, destinata ad un campionato monomarca.

La proprietà FIAT e Ferrari

Il 19 maggio 1993, 18 anni dopo averla salvata dalla liquidazione, Alejandro De Tomaso vendette l'intera società alla mw2qFIAT, che divenne l'unico proprietario. Nel 1994, nacque la mw2gQuattroporte IV, basata sulle fondamenta della Biturbo. Progettata da Marcello Gandini, inizialmente era disponibile con un motore V6 condiviso con la Ghibli II ma due anni più tardi divenne disponibile una variante più potente con motore V8.

A luglio 1997, FIAT vendette il 50% della quota dell'azienda alla rivale storica di lunga data di Maserati, la mw3aFerrari (a sua volta di proprietà di FIAT). due anni dopo ne prese il pieno controllo, trasformando Maserati nella sua divisione di lusso. fu costruita una nuova fabbrica, sostituendo l'esistente impianto degli anni '40. Nel 1998, è iniziato un nuovo capitolo nella storia del marchio del tridente quando l'azienda ha lanciato la mw3q3200 GT. Questa coupé a due porte è alimentata da un motore V8 biturbo da 3,2 litri derivato dal motore della Shamal, che eroga 370 cavalli di potenza. Gli ultimi legami con l'era De Tomaso sono stati interrotti nel 2002, quando la 3200 GT è stata sostituita dalla mw3gMaserati Coupé e mw3wSpyder; evolutesi dalla 3200, queste auto utilizzavano un nuovo motore V8 Ferrari. Nel 2003 viene lanciata la quinta generazione della mw4aQuattroporte, anch'essa dotata del V8 Ferrari, che riscuoterà un notevole successo con mw4q24 000 esemplari venduti.

Nel 2004 Maserati fa il suo ritorno nel motorsport all'interno del mondiale mw6qFIA GT con la mw6gMC12, sviluppata basandosi strettamente sulla mw6wFerrari Enzo. Il suo debutto avviene nel 2004 a Imola, in una stagione di test gestita dall'equipaggio composto da mw7aAndrea Bertolini, mw7qMika Salo, mw7gJohnny Herbert e mw7wFabrizio de Simone. Nel 2005, si iscrive anche nell'mw8aAmerican Le Mans Series, ottenendo numerosi podi ma non vincendo mai. In totale conquistò 6 titoli mondiali nella classe maggiore, la GT1. Per ottenere l'omologazione ne dovevano essere costruiti un minimo di 25 esemplari stradali nel 2004, seguiti da altri 25 l'anno successivo.

Nel 2005 la proprietà torna nuovamente al mw8ggruppo FIAT.

Nel 2007 viene presentata la mw9aGranTurismo, disegnata da mw9qPininfarina, viene realizzata sul pianale della mw9gQuattroporte che aveva introdotto il nuovo stile della casa del tridente, mentre due anni dopo fu il turno della sua equivalente cabrio denominata mw9wGranCabrio. Entrambe le vetture erano equipaggiate con il V8 di derivazione Ferrari. Nel 2013, viene presentata la mw-aQuattroporte VI. A questa è seguita l'introduzione della mw-qGhibli, vettura destinata a competere nel mw-gsegmento E, rimasto scoperto nella gamma Maserati. L'anno successivo viene presentata L'mw-wAlfieri, una mw-aconcept car mw-qcoupé, tributo al fondatore della casa mw-gAlfieri Maserati. A partire dal 2016 viene introdotta la mw-wLevante, primo mwaqaSUV della casa di Modena, mentre nel 2020 viene presentata la mwaqeMC20, che segna il ritorno nella produzione di vetture a motore centrale. La MC20 è dotata di un nuovo propulsore mwaqiV6 denominato "mwaqmNettuno", sviluppato internamente da Maserati. Nel 2022 vengono presentati due nuovi modelli, la seconda generazione di mwaqqGranTurismo, dotata del V6 Nettuno, e il SUV mwaquGrecale.

Il 10 gennaio 2022, il marchio ha annunciato la sua entrata in mwaqcFormula E come produttore, in collaborazione con il team monegasco mwaqgVenturi Racing per la mwaqkstagione 2022-23, segnando il suo ritorno nel mondo delle corse dopo 13 anni d'assenza, creando il nuovo team mwaqoMaserati MSG Racing.

La crisi con Stellantis

Nel biennio 2023-2024, con la proprietà italo-francese, Maserati affronta una crisi senza precedenti. Il personale viene ridotto dai 1.300 dipendenti del 2022, a soli 400 nel giugno 2024, peraltro a turno in cassa integrazionecite-ref-2[2]. Nel settembre 2024 continuano le politiche di incentivo all'esodo e ricollocamento dei dipendenti rimasti, sbugiardando la strategia di continuità del marchio da parte del gruppo guidato da Tavares.cite-ref-3[3]

Le competizioni

Maserati ha una ricca storia legata alle competizioni sin dalle sue origini. La mwargTipo 26 del 1926 fu la prima vettura marchiata Maserati a debuttare alla mwarkTarga Florio, ottenendo subito la vittoria di categoria. Nel 1929 vinse il suo primo Gran Premio a mwaroTripoli con la mwarsTipo V4, stessa vettura che stabilì il nuovo record mondiale di velocità. Durante gli anni '30, la mwarw4CS 1500 vinse la mwar0Mille Miglia, mentre l'mwar48CTF conquistò due volte la mwar8500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e 1940.

Nel dopoguerra, Maserati ritornò alle gare con la mwase4CLT/50 nel Campionato del mondo di mwasiFormula 1 del 1950. La celebre mwasm250F vinse diverse gare e fece ottenere al noto pilota mwasqFangio il titolo di campione del mondo per 2 volte, nel 1954 e nel 1957. Oltre alla Formula 1, Maserati si distinse nelle gare di resistenza negli anni '50 e '60 con vetture come la mwasu300S e la mwasyTipo 60 "Birdcage". Nel 2004, la casa ritornò nel motorsport con la mwascMC12 nel mondiale mwasgFIA GT, che ha portato a conquistare sei titoli mondiali nella classe GT1.

Nel 2022, Maserati ha annunciato il suo ingresso nella mwasoFormula E in collaborazione con il team mwassVenturi Racing a partire dalla mwaswstagione 2022-23.

Nel 2023, Maserati partecipa all'ultima tappa del GT2 European Series, per poi prendere a parte all'intero campionato del 2024 con 4 vetture.

Le vetture

Modelli in produzione

| Quattroporte | Ghibli | Levante | MC20 | Grecale | GranTurismo | GranCabrio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| | | | | | | |

Altri prodotti

Per un periodo l'azienda oltre alla produzione di automobili si è dedicata allo sviluppo di componenti mwawgautomobilistici (mwawkcandele di accensione e mwawoaccumulatori), oltre che a mwawsciclomotori e mwawwmotociclette, attiva dal 1947 al 1960 a mwaw0Modena.

Note

cite-note-dati2022-11. mwaxgmwaxkmwaxoFatturato e analisi utile/perdita di Maserati Spa, su mwaxsregistroaziende.it.
cite-note-22. mwax8mwayamwayeLa MASERATI sta SCOMPARENDO?. mwayiURL consultato il 15 settembre 2024.
cite-note-33. mwayymwaycmwaygMaserati scontate ai dipendenti, anche in cassa: la mail che fa discutere, su mwaykgazzettadireggio.it. mwayoURL consultato il 15 settembre 2024.

Bibliografia

• Francisco Giordano, mway4La Maserati nel rione Pontevecchio di Bologna, in: "Strenna Storica Bolognese", ed. Pàtron, LVII, 2007 Bologna.
• Francisco Giordano, mwazaPer i 90 anni della Maserati nel rione Pontevecchio di Bologna (1919-1939), in: “INARCOS”, rivista ingegneri architetti e costruttori, Bologna, 2010, con un commento di Alfieri Maserati, Bologna, LXV, 706, gennaio/febbraio 2010.
• Francisco Giordano, mwaziLa Maserati di Bologna. I luoghi dove è nato il mito del Tridente: storie, fatti, aneddoti, prefazione di Alfieri Maserati, ed. Paolo Emilio Persiani, 2018, Bologna.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Maserati

Collegamenti esterni

• (MUL) Sito ufficiale, su maserati.com.
• Maserati (canale), su YouTube.
• citereftreccani-itMaserati, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itMaserati, su sapere.it, De Agostini.